Global Action Model United Nations (GAMUN) – Interact Rome International

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Scuola lavoro: i ragazzi si improvvisano diplomatici

By Ilaria Lalli

Giovedì, 9 maggio, 2019. Nel corso della terza edizione del GAMUN, i ragazzi riportano il loro punto di vista a proposito di questo metodo di apprendimento alternativo, nonché percorso di avvicinamento al mondo del lavoro

 

Nei giorni 7, 8 e 9 maggio la sede ufficiale del WFP (World Food Programme) di Roma ha accolto centinaia di studenti inclusi nel progetto Diplomacy Education, organizzato dall’associazione senza fini di lucro Global Action. Obiettivo principale del percorso educativo risulta essere una collaborazione tra le ambasciate in Italia e ragazzi, attraverso l’adozione da parte delle stesse di un gruppo composto da studenti frequentanti scuole secondarie di secondo grado. Questi ultimi sono successivamente incaricati di rappresentare al meglio la nazione durante il MUN (Model United Nations), simulazione degli incontri delle Nazioni Unite.

Nel corso di questa terza edizione del GAMUN (Global Action Model United Nations) hanno preso parte, tra i tanti, i ragazzi dell’Interact Rome International (Rotary Club), club che accoglie giovani di età compresa tra 12 e 18 anni affinché sviluppino abilità di leadership e apprendano il valore del servire gli altri. La nazione rappresentata è stata la Norvegia: a seguito di un incontro con il Primo Segretario Marianne Krey-Jacobsen e successivamente in ambasciata con Sua Eccellenza l’ambasciatrice Margit F. Tveiten, il gruppo si è recato al WFP, presentando delegati in 3 differenti commissioni (WFP, UN WOMEN and UNESCO), un esperto e un social media manager. Il lavoro è stato arduo ed estenuante, ma i ragazzi hanno messo in gioco le proprie capacità, aperti alla nuova esperienza, cui benefici non sono stati solo linguistici (la lingua parlata durante le sessioni è esclusivamente l’inglese), ma di varia natura. In primo luogo, l’associazione gruppo-paese ha permesso uno scambio culturale estremamente ricco e proficuo, senza considerare lo sviluppo di abilità di socializzazione e strategia in ambito diplomatico. E, ancora, un altro traguardo raggiunto è stato il superamento di barriere culturali: l’immedesimazione nel ruolo di delegato di un altro paese ha posto i ragazzi tutti di fronte a problematiche e conflitti che coinvolgono aspetti demografici, economici e religiosi. Attraverso il dialogo e la collaborazione è risultato però possibile sorpassare tali ostacoli e rendersi di conseguenza conto di quanto una proficua cooperazione sia essenziale ai fini del raggiungimento di obiettivi comuni.

Costruttiva e professionale, senza nonostante ciò precludere agli studenti un pizzico di divertimento, l’esperienza si è rivelata una reale occasione di crescita e apprendimento, di cui sicuramente si farà tesoro in futuro. Questi sono i momenti durante i quali i ragazzi si sentono più vicini al mondo degli adulti e di chi decide per loro, e sono proprio questi gli attimi che, più presenti a livello scolastico, potrebbero permettere l’acquisizione di competenze non insegnabili “sui banchi di scuola”.

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